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Il ponte che porta alla Rocca di Cerbaia
LA ROCCA DI CERBAIA E DANTE
La tradizione, nata forse nel XV secolo e riportata da Vittorio Ugo Fedeli, erudito raccoglitore di memorie storiche e leggende locali, narra che una sera d’inverno del 1285, Dante, esiliato da Firenze e in viaggio per Bologna, sorpreso da una fitta nevicata, sali per il ripido sentiero che porta alla Rocca di Cerbaìa, dove i famigerati conti Alberti avevano la loro residenza, chiedendo asilo per la notte. La speranza del divino poeta di essere ospitato dai signori del castello fu delusa perché il portone non fu aperto ed egli dovette trovare asilo in una modesta capanna di pastori un po’ più a valle. Questo episodio, anche se non ha fondamento storico, è stato posto in relazione con il fatto che Dante abbia confinato nell’inferno i due fratelli Alessandro e Napoleone, figli di Alberto degli Alberti. i versi danteschi recitano così: Se vuoi saper chi son cotesti due, / la valle onde Bisenzo si dichina / del padre loro Alberto e di lor fue. I D’un corpo uscito; e tutta la Caina I potrai cercare, e non troverai ombra / degna più d’esser fitta in gelatina.
(inferno XXXII, 39-60).
I due fratelli non furono mai in buoni rapporti, per sete di potere e per rivalità politiche, essendo Alessandro di simpatie guelfe e Napoleone fautore del partito ghibellino. Nel 1286 Napoleone uccise Alessandro. Per le loro atrocità Dante li colloca in eterno tra i ghiacci della Caina, la zona dove si trovano i traditori dei propri parenti. il figlio di Napoleone, Alberto li, assassinò il cugino Orso, che è posto in Purgatorio, mentre non fa cenno dell’uccisore, forse perché nel 1300 era ancora ;n vita.
Un altro personaggio dantesco legato alla Rocca di Cerbaia è Cunizza. Era figlia di Adelaide degli Alberti e di Ezzelino li da Romano, che proprio alla rocca si erano incontrati nel 1188. Un altro loro figlio fu Ezzelino iii, che divenne signore di Verona, Vicenza, Trento e Padova ed ebbe fama dì feroce tiranno. Cunizza sposò il conte Rizzardo di San Bonifacio di Verona, ma lasciò in seguito la casa del marito ed ebbe vari amanti, fra cui il trovatore Sordello, e altri due mariti. Dante la pone in Paradiso, nonostante le sue molte colpe e la sua vita dissoluta, poiché ella si penti sinceramente in età avanzata e, nel periodo in cui itt a Firenze, nel 1265, si dedicò ad opere di bene, in tarda età Cunizza si ritirò a vivere alla Rocca di Cerbaia, dove nel 1279 redasse il suo testamento.